Recensione # 3 " Città di Carta" Jhon Green

Ho appena terminato " città di carta" neanche pochi minuti fà parole d' inchiostro mi sfrecciavano davanti.
Voglio cominciare dicendovi subito cosa ne penso... non mi è piaciuto, per niente!
ok, adesso vi spiego il perchè.


Titolo: Città di Carta
 Autore: Jhon Green
Editore: Rizzoli
 Pagine: 377
Prezzo: 16,50
Data uscita:14 Ottobre 2009
Cosa ne penso?
 


 Trama: Quentin Jacobsen è sempre stato innamorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un'inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembrava essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all'improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un'avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l'hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso. Questa fuga da Orlando, la sua città di carta, dopo che tutti i fili dentro di lei si sono spezzati, potrebbe essere l'ultima.



 Recensione:

Appena comprato questo romanzo di Jhon Green, non che primo romanzo che leggevo di questo autore, ero piena di aspettative.
Tutti ne parlavano bene, in toni entusiasti sia dell' autore che di questo romanzo.
la trama sembrava interessante, così mi ci sono buttata a capofitto.
Per i primi 8-10 capitoli, il romanzo sembrava davvero carino, ben fatto.
i personaggi erano ben delineati, caratteristici eppure reali. Margo mi aveva subito catturato, e così anche Quentin.  ( mentre Ben, uno dei due amici di Quentin, mi stava già da subito sulle scatole!).
il romanzo era partito bene, un ' avvenutra notturna, due protagonisti particolari, un flash back..
insomma c' erano le basi per un libro particolare ma bello.
però poi sopraggiunge la noia, capitoli che si susseguono mantenendo un qualcosa che mi attirava, ma scaturendo spesso in tratti noioso, indizzi che non portano a niente e giorni sempre uguali.
dal 10 capitolo in poi il romanzo prende una certa nota stile giallo/thriller, però manca totalmente ciò che caratterizza questa tipologia di racconto! niente curiosità, niente indizzi che ci portano a fare congetture, niente voglia di scoprire " cosa succederà dopo?" niente!

Alla fine dopo mille congetture, si arriva al finale e vi giuro speravo davvero che almeno fosse un finale con il botto! qualcosa che mi avrebbe fatto ricredere sull' intero libro.
 Invece no, anche qui niente. sono rimasta con una sensazione di insoddisfazione.
Per quanto l' autore cerchi di dare un finale quasi filosofico dal sapore dolce amaro, in realtà è un finale vuoto come la sua storia.che lascia il lettore in stand by, davvero non sò neanche come speigarvelo.

Non è uno di quei libri che ti appassionano a tal punto da andartene in giro con il naso incollato alle pagine, rischiando di inciampare in tutto e tutti.
non è uno di quei romanzi che ti fanno sognare, e sperare che accada anche a voi.
neanche uno di quelli che fanno passare semplicemente qualche ora di relax, che a fine lettura siete sereni e tranquilli, o di quelli che ti fanno riflettere e cambiare.
no semplicemente l' ho trovato un romanzo vuoto, che non porta da nessuna parte.
un libro che poteva benissimo durare la metà.

devo ammettere che alcune riflessioni o frasi ( spesso tratte da altri autori) erano davvero belle, quelle sì facevano riflettere, ma niente più!
L' intera storia che era partita con un incipit  davvero nuovo ed accattivante, ben presto ha lasciato spazio a una storia sicuramente particolare, ma che non mi ha lasciato assolutamente niente! se non la voglia di correre a scrivere una recensione per dire " ehi, questo romanzo è definito da tutti meraviglioso, ma io non resco a capire il perchè!".

insomma concludendo, sono certa che le aspettative alte hanno influenzato la mia lettura, però è un romanzo da leggere se siete curiosi, da leggere per conoscere lo stile di Green, ma secondo me non è il caso di gridare " al capolavoro".

Voi lo avete letto? vi è piaciuto?
Isabella

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